Il Tribunale del Lavoro di Siracusa, in seno alla Sentenza n. 885/2025, Giudice Dott. Pittera (di seguito allegata), ha ritenuto pienamente legittimo il licenziamento intimato da una Ditta alla propria dipendente tramite Whatsapp.
In particolare il Tribunale Aretuseo, in linea con altre pronunce di merito sul punto, ha statuito: “Dalla documentazione in atti risulta provata la comunicazione del licenziamento in quanto, la datrice di lavoro ha assolto ai requisiti formali previsti dalla legge, come interpretati dalla giurisprudenza di merito e di legittimità, avendo allegato al messaggio inviato alla ricorrente tramite Whatsapp, la lettera di licenziamento, rispettando, così, la forma scritta tramite l’utilizzo dello strumento informatico. La modalità usata dalla ditta resistente deve ritenersi, quindi, idonea ad assolvere ai requisiti formali previsti dalla legge in quanto la volontà di licenziare comunicata per iscritto alla ricorrente risulta in maniera inequivoca, avendo parte resistente allegato la lettera di licenziamento al messaggio inoltrato mediante Whatsapp ed indicando sia i motivi del recesso che la data del licenziamento e dato altresì prova del suo ricevimento per la presenza della ‘doppia spunta blu’ che ha attestato l’avvenuta lettura da parte della ricorrente e la presenza della risposta da parte della lavoratrice che ha confermato l’effettiva ricezione e conoscenza della comunicazione di recesso” (Tribunale di Siracusa, Sent. n. 885/2025).
Ebbene il menzionato Tribunale non ha accolto sul punto le lagnanze della lavoratrice ricorrente, a mente della quale il licenziamento avrebbe dovuto essere considerato inesistente e inefficace poiché intimato in forma orale, condividendo, di contro, pienamente la linea di difesa proposta dallo scrivente Procuratore e dall’Avv. Clelia Lucrezia Ludovica Principato (https://avvocatocleliaprincipato.it/).