Il Tribunale del Lavoro di Benevento (Giudice Dott.ssa Cassinari), con una recentissima Pronuncia (Sentenza n. 874/2026, di seguito integralmente allegata), ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito (M.I.M.) a pagare a titolo risarcitorio ad una dipendente precaria, appartenente al personale A.T.A. con qualifica di cuoca, un importo pari a 14 mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto.
Il menzionato Tribunale ha accertato che erano stati stipulati tra le parti plurimi contratti a termine per un periodo superiore a 36 mesi e, per gli effetti, ha applicato il novellato art. 36, comma 5, D.Lgs. 165/2001 a mente del quale “In ogni caso, la violazione di disposizioni imperative riguardanti l’assunzione o l’impiego di lavoratori, da parte delle pubbliche amministrazioni, non può comportare la costituzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato con le medesime pubbliche amministrazioni, ferma restando ogni responsabilità e sanzione. Il lavoratore interessato ha diritto al risarcimento del danno derivante dalla prestazione di lavoro in violazione di disposizioni imperative. Nella specifica ipotesi di danno conseguente all’abuso nell’utilizzo di una successione di contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato, fatta salva la facoltà per il lavoratore di provare il maggior danno, il giudice stabilisce un’indennità nella misura compresa tra un minimo di quattro e un massimo di ventiquattro mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto, avuto riguardo alla gravità della violazione anche in rapporto al numero dei contratti in successione intervenuti tra le parti e alla durata complessiva del rapporto” (sul punto si demanda a quest’articolo del 23 maggio 2025 https://www.studiolegalealaudani.it/2025/05/23/dipendenti-pubblici-precari-possibile-chiedere-un-risarcimento-del-danno-fino-a-24-mensilita/).
La succitata Pronuncia si pone, invero, in linea con la Sentenza pubblicata a maggio 2026 dalla Corte di Giustizia dell’U.E. afferente all’illegittimo ricorso a plurimi contratti a tempo determinato per l’assunzione del personale A.T.A. (per maggiori informazioni si rimanda a quest’articolo del 20 maggio 2026 https://www.studiolegalealaudani.it/2026/05/20/personale-a-t-a-precario-possibile-stabilizzazione-e-risarcimento/).
Lo Studio è a disposizione per ricorrere in giudizio al fine di richiedere in favore dei dipendenti precari appartenente al personale A.T.A. i quali hanno già superato i 36 mesi di attività:
– la stabilizzazione in servizio;
– il risarcimento del danno in conseguenza dell’abuso nell’utilizzo di una successione di contratti a tempo determinato.